Il grande freddo del gennaio 1709


L'inverno del 1709 fu una stagione di freddo eccezionale in Europa. Si ritiene sia stato l'inverno più freddo degli ultimi 500 anni in Europa.

Nel Regno Unito venne chiamato Great Frost e in Francia Le Grand Hiver, e può essere paragonato, in tempi storici, solo agli inverni del 1407 e 1408.

Ecco cosa avvenne:

Nel dicembre 1708 il freddo si impadronì della Russia, portando un gelo inusuale anche per tali regioni. Poi si "gonfiò" e si verificò il cosiddetto Anticiclone Termico Russo.

Nella notte dell'Epifania, tra il 5 e il 6 gennaio 1709, irruppe tenacemente in Europa.
A Roma tra il 6 e il 24 gennaio nevicò 13 volte.
In Pianura Padana cadde 1 metro e mezzo di neve.

Si raggiunsero temperature eccezionali:
a Parigi −23,1 °C
a Venezia −17,5°
In certi posti del Dominio Veneto, non molto lontani da Venezia, la neve era salita alta fin quasi a due metri, tanto che non si era più potuto neanche aprire forni, mercati e botteghe.

In poco tempo ghiacciò tutto prendendo molti alla sprovvista, e gelò anche la Laguna di Venezia di un ghiaccio così spesso e solido che ci si poteva camminare sopra tranquillamente anche portando un sacco pieno in spalla ...

Faceva un "freddo cane" ovunque, anzi: "un freddo bècco" come diceva la Cronaca.

Arrivarono a Venezia anche alcuni echi di storie della Terraferma, da dove giungevano più che spesso discorsi di cose strane e strampalate: si raccontava che era tutto bianco ghiacciato come in preda a "una stregonica e deleteria magia", che erano andate a male tutte le coltivazioni, e che erano morti orti, giardini, coltivazioni, campi e tutti gli agrumi … e che gli animali gemevano nelle stalle per la mancanza d'acqua e di giusto fieno …

Un giorno giunse anche la STORIA DI UNA GIOVANE DONNA DI MALCONTENTA che vinta dal freddo e dalla miseria accese un fuoco di braci sotto al letto del suo pargolo prima di uscire alla ricerca di qualcosa da mangiare.
.… Il letto prese fuoco, e al suo ritorno trovò l'intera casa carbonizzata compresa la sua creatura … Una storiaccia … purtroppo …

E ci fu anche chi, sempre nelle aspre lande desolate della Terraferma, pensò bene di sfidare la sorte e cercare qualche buon affare recandosi "sacco in spalla" fino a Venezia attraversando la Laguna ghiacciata …

S'era sparsa voce nelle campagne che a Venezia dove il gelo spaccava tubi e bottiglie nottetempo: "se moriva de fame e freddo pur avendo i denari" …

Perciò qualche logoro e polveroso contadino munito di pesanti "sgàlmare chiodate" prese più di qualche volta un paio di polli, delle uova, e una gallina dal pollaio, un'altra prese un sacco di farina dal granaio, un agnellino o un porcellino dalla stalla, o dei salami preziosi dalla dispensa, e si avviarono alla volta di Venezia biancovestita pregustando il lauto guadagno e spingendo il loro carretto o traballante biroccio fino sull'orlo della Terraferma dove iniziava la Laguna paralizzata.

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